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Aggiunto: 26-04-2011
Da:
manuelstentardo
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Descrizione:
Aspettando il guinness
“oggi a Otto”
La Pizza Fritta Più grande del mondo
Il progetto nasce da tre considerazioni basilari
1. Stabilire un vero record e con un tentativo riconosciuto ufficialmente dal “Guinness word Records”e secondo i dettami tecnici indicati da tale associazione Internazionale
2. dedicarlo alla pizza fritta più grande del mondo essendo essendo storicamente e tradizionalmente la “pizza” più antica e con forte connessione di carattere sociale;
3. effettuare il tentativo a Napoli che è la sede universalmente più idonea e naturale./nDunque parte la cosa dell’Associazione Pizzaioli Napoletani con “Aspettando il guinness” , un viaggio verso il tentativo dei record ufficiale riconosciuto dal guinness con tutte le forze impegnate a raccogliere le sinergie più diverse . il titolo storico dato al grande evento è quello di “a Oggi a Otto” che rievoca l’estrema socialità di un sistema d’acquisto molto speciale :la pizza si mangia oggi ma viene pagata dopo otto giorni .una consuetudine molto popolare contenuta nel bellissimo romanzo “L’Oro di Napoli “di Giuseppe Marotta (da cui il famosissimo film diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Sofia Loren)e contenuta nel capitolo”Gente nel vicolo”(Bompiani- Milano 1947). La scelta della pizza fritta nell’ infinita attuale gamma delle pizze (a loro volta cotte al forno a legna o con il forno elettrico , o nella padella – friggitrice) è
dovuta alla sua origine storica tra le più antiche e documentate che pone appunto questo tipo di pizza tra le più popolari grazie alla sua offerta quale autentico “cibo da strada” da mangiarsi anche in piedi,dai costi contenutissimi e dunque con un rapporto qualità/ prezzo eccezionale, come in cibo da “Re” ma a costi già eccezionali fin dall’inizio della sua apparizione.Tante le testimonianze storiche anche antiche(ancora prima dell’avvento del pomodoro),tra cui quella autorevole del famoso Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino(1787 – 1860) con il suo trattato di Cucina teorico-pratica e Cucina Casarinola all’Uso Nuosto Napoletano (Napoli 1837)dove tra i piatti “rustiche” descrive i Cauzuncelli ‘mbottonati e fritti o de scammaro fritti o co’ la pasta e la ‘mbottonatura doce,”antesignani in tutto e per tutto delle pizze fritte.Ed ancora con un’altra ragguardevole e successiva conferma proveniente dall’importantissimo sodalizio del Touring Club Italiano con la sua prima “Guida Gastronomica d’Italia” (Milano1931) ove tra le specialità campane descritte appaiono le pizze fritte dette “pizza rustica od alla scarola” e fritte in padella.Sino ad uno speciale contributo dall’album musicale “You could have it so much better”della band scozzese Franz Ferdinand che col suo cantante Alex Kapranos ha scritto di questa column gastronomica per il Guardian dove la pizza fritta è descritta come una enorme e magnifica moneta dorata. Quindi la pizza fritta non è una semplice variante di quella cosiddetta classica e cotta al forno,ma un vero ed autonomo cibo ancora più antico e tradizionale,realizzato con ingredienti semplici quanto genuini:acqua,farina,lievito di birra ,sale ed olio (e quest’ultimo che varia tra extra vergine d’oliva o non, a seconda della preparazione casalinga o professionale,e della guarnizione utilizzata,ma pur sempre con una temperatura di circa 200°).La guarnizione della pizza fritta prevede varie soluzioni, ma tra le più classiche quella con ricotta romana o sarda,oppure con provola campana o fiordilatte insieme a cicoli napoletani,pepe nero ed una spruzzata di pomodoro (a pezzetti o pelati).E, come per molti antichi piatti le versioni hanno diverse scuole di pensiero,e quella che sembra essere un vero must è solo con provola,ricotta e pomodoro,e l’altra con l’aggiunta di ciccioli di maiale.E tali ingredienti (ma come altre mille varianti a piacere sia salate che dolci!) si stendono sul doppio strato di pasta poi pressata sui bordi del ripieno per friggerla e con un risultato dai gusti diversi ma sempre di ottima qualità e digeribilità oggi ottenute grazie a materie prime semplici quanto genuine e ad una cottura fritta ma egualmente leggera per le attente e professionali metodologie utilizzate.Infine, circa le bevande in abbinamento, il vino è un ideale compagno,da quello più classico ed antico come il bianco Asprino campano col suo carattere acidulo,selvatico e fresco,od altri bianchi purchè giovani e leggeri,o rossi asciutti e leggeri,e, se la guarnitura è più pretenziosa,anche una buona birra od altre bevande opportune ma non eccessivamente fredde./nIl Comitato dei Saggi: Sergio Miccù Presidente Associazione Pizzaioli Napoletani; Antonio Starita,Gennaro Cervone,Adolfo Marletta, Federico Guerriero, Manuel Stentardo,Francesco Fortunato(pizzaioli selezionati); Carmine Caputo (operatore).
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